Vhils mi sta molto a cuore, penso che abbia regalato veramente tanto al panorama dell’arte contemporanea intesa come mainstream e che abbia scritto qualcosa di nuovo nei canali della street art.
Possiede un talento vero, che scavalca la sua giovane età: a soli 22 anni ha già l’occhio lungo di chi solca da anni la scena underground e vanta la realizzazione di progetti artistici di tutto rispetto, oltre alla partecipazione ai più grandi contest del settore come il Cans Festival del 2008 a Londra, o la collettiva The Outsiders a New York.
La stencil art per Vhils è solo la rampa di lancio di una lunghissima parabola, sia a livello tecnico che di contenuti: per dipingere utilizza direttamente la materia. Torna indietro, all’origine, al momento in cui l’uomo impara a creare – e i suoi pezzi stanno in bilico, a metà tra pittura rupestre e bassorilievo, ma con la forza della sintesi che solo i graffiti a stencil si portano dentro. Qualche millennio di esperimenti artistici in un pezzo solo: questo è Vhils.
Bypassa la superficie, è penetrante: aggiunge vernice e sottrae col martello pneumatico dai muri, utilizzando i diversi strati d’intonaco come profondità di colore – oppure dipinge a solvente sulla ruggine, o a stencil su impasti e collage di vecchi manifesti – oppure ancora corrodendo il quink con la candeggina. Si scontra fisicamente con la materia.
L’opera è una veicolazione totale: ha bisogno di annidarsi profondamente nella superficie che la ospita, e la superficie stessa diventa il soggetto del pezzo, basta dare un’occhiata al suo Scatching the Surface per rendersene conto.
In più: è di street art che stiamo parlando, quindi di una forma d’arte in cui il contesto racchiude almeno la metà del senso dell’opera – e Vhils la utilizza sul serio per restituire dignità e dare un senso di vera riqualificazione urbana e sociale ai luoghi che la ospitano: così mappa il terreno, i muri, una strada – costruendo anche col suo contributo vere e proprie comunità creative, come nei progetti di collective outdoor painting per il Bairro Santa Filomena e il Bairro Verde Regua di Lisbona, la sua città di nascita.
E se fin qua per Vhils è stato solo l’inizio, possiamo bene sperare.














