Dal suo sito non si viene a sapere il suo vero nome o la sua età. Solo che è d’origine serba, e che ha cominciato a fotografare per documentare la ribellione e l’inquietudine della guerra civile del suo paese, negli anni ‘90.
Boogie ha una tecnica sopraffine, una fotografia cruda e reale che intaglia spazi di verità per i soggetti e gli episodi degradati dei luoghi che visita.
Non a caso le sue mete sono spesso disagiate (vedi ad esempio le città di Belgrado o New York, o paesi come Brasile e Cuba, o ancora piccole realtà criminali come il mondo della droga o il circuito dei naziskin) e lo portano a mostrare il quotidiano con un occhio vigile, attento ai piccoli dettagli che compongono in gran quantità questi “universi sbagliati” del nostro secolo, resi, con il bianco e nero, testimonianze nel tempo.
Ha lavorato per nomi molto importanti come Nike, Lee Jeans, The New York Times, Rolling Stone Magazine.
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