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	<title>Mokamour &#187; ARTICOLI</title>
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		<title>Henrik Kubel &#8220;Design Per.&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Dec 2009 09:49:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Barbara Rosapane</dc:creator>
				<category><![CDATA[ARTICOLI]]></category>
		<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>

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		<description><![CDATA[Durante la seconda settimana dell&#8217;ottobre 2009 l&#8217;AIAP (Associazione Italiana Progettazione per la Comunicazione Visiva) è stata l&#8217;organizzatrice di Design Per. una tipologia di evento che è raro vedere nel Belpaese, anzi credo che sia stata l&#8217;unica volta che si siano dedicate così tante giornate al design grafico.
Durante il Design Per. sono stati molteplici i workshop, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Durante la seconda settimana dell&#8217;ottobre 2009 l&#8217;<strong>AIAP </strong>(Associazione Italiana Progettazione per la Comunicazione Visiva) è stata l&#8217;organizzatrice di <strong>Design Per. </strong>una tipologia di evento che è raro vedere nel Belpaese, anzi credo che sia stata l&#8217;unica volta che si siano dedicate così tante giornate al design grafico.<br />
Durante il <strong>Design Per.</strong> sono stati molteplici i workshop, le mostre, le conferenze e i seminari con la presenza di oltre 50 professionisti che vi hanno preso parte per illustrare le varie discipline grafiche.<br />
Dal 6 all&#8217;11 ottobre Napoli è stato l&#8217;ombelico del mondo della grafica e noi abbiamo il desiderio di condividere quella che è stata la nostra piccola esperienza all&#8217;interno di questo evento significativo parlandovi del workshop al quale abbiamo partecipato.<br />
<br />

<a href="http://www.mokamour.com/img_contenuti/art_kubel/kubel09.jpg" title="" class="shutterset_singlepic10" >
	<img class="ngg-singlepic ngg-right" src="http://www.mokamour.com/wp-content/gallery/cache/10__260x_kubel09.jpg" alt="Henrik Kubel - Desig per... il libro" title="Henrik Kubel - Desig per... il libro" />
</a>
 <strong>Design Per. Il libro</strong> è il workshop di<strong> Henrik Kubel</strong> (Danimarca classe 1972) che si è svolto dal 7 al 9 ottobre.<br />
L&#8217;argomento affrontato è stato quello del design per l&#8217;editoria, nello specifico la progettazione del libro. La riflessione che ha introdotto il lavoro dei tre giorni di corso è stata scaturita dalla tavola rotonda che l&#8217;ha preceduto, durante la quale due designer, <strong>Kubel </strong>e <strong>Laura Morandini</strong>, e un editore, <strong>Marco Cassini</strong> di Minimum Fax, si sono incontrati e hanno discusso su: qual è il processo che porta alla creazione di un libro? Quali sono gli attori coinvolti?<br />
<br />
La storia di un libro, prima di arrivare al lettore, coinvolge il lavoro di tante professionalità, che vanno da quella dell&#8217;autore a quella dell&#8217;editore, del tipografo a quella del progettista grafico. Compito di quest&#8217;ultimo è quello di ascoltare, raccogliere le istanze di tutti gli altri e portarle all&#8217;interno del progetto finale, lasciandole trasparire.<br />
Dal momento in cui il libro si ritrova sullo scaffale di una libreria, il passo verso le mani del potenziale lettore è breve.<br />

<a href="http://www.mokamour.com/img_contenuti/art_kubel/kubel10.jpg" title="" class="shutterset_singlepic11" >
	<img class="ngg-singlepic ngg-left" src="http://www.mokamour.com/wp-content/gallery/cache/11__260x_kubel10.jpg" alt="Henrik Kubel - Desig per... il libro" title="Henrik Kubel - Desig per... il libro" />
</a>
Ed è proprio sul contatto fisico che si è concentrato il lavoro che il “professor” Kubel ha fatto insieme a noi “studenti” durante il laboratorio. Per tre giorni, infatti, si è pensato al libro come ad una artefatto, un oggetto fisico. Un oggetto da guardare, da toccare, da sentire, da proteggere.<br />
Niente computer, niente mouse, niente di niente&#8230;Solo forbici, carta e colla.<br />
Il punto di vista è stato quello dell&#8217;allestitore. La preoccupazione maggiore è stata: come verrà rilegato e allestito il mio libro? La sperimentazione si è concentrata sulla creazione di nuove tecniche di rilegatura e di packaging. Superato lo spaesamento iniziale, e stringendo tra le mani il suo libro preferito, ognuno dei partecipanti si è cimentato nella sua “riprogettazione”.<br />
<br />
Per prima cosa la sovraccoperta. Lavorando sul materiale, sulla forma, sul packaging, abbiamo creato un oggetto che avvolgesse il libro, dandogli una nuova veste e comunicando qualcosa di nuovo. Cosa è venuto fuori? Dagli aquiloni ai 33 giri, a semplici ma efficaci dorsi, i prodotti finali sono stati un&#8217;esplosione di idee e di modi diversi di interpretare la copertina di un libro.<br />

<a href="http://www.mokamour.com/img_contenuti/art_kubel/kubel11.jpg" title="" class="shutterset_singlepic12" >
	<img class="ngg-singlepic ngg-right" src="http://www.mokamour.com/wp-content/gallery/cache/12__260x_kubel11.jpg" alt="Henrik Kubel - Desig per... il libro" title="Henrik Kubel - Desig per... il libro" />
</a>
Esortati dal motto di Kubel: “<em>cercare soluzioni diverse per il medesimo problema</em>”, abbiamo continuato il progetto del restyling con l&#8217;interno del volume. Dopo aver scelto il formato, armati di carte, trapano, spago, cotone e via dicendo, abbiamo esplorato alcune delle infinite tecniche utilizzabili per tenere insieme le pagine di un volume, con risultati in alcuni casi davvero originali!<br />
<br />
La &#8220;fisicità&#8221; di questa esperienza così interessante si è manifestata anche attraverso una notevole stanchezza fisica. Ma la stanchezza è stata accompagnata da una certa soddisfazione nel vedere il proprio libro finito, progettato e allestito, sul tavolo assieme agli altri, pronto per il servizio fotografico!<br />
<br />
<strong>» <a href="http://www.aiap.it/designper" target="_blank">Il sito di Design per.</a><br />
» <a href="http://www.a2swhk.co.uk/" target="_blank">Il sito di Henrik Kubel (studio A2/SW/HK)</a></strong><br />
<br />

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<br />
<em>Si ringrazia l&#8217;AIAP per la gentile concessione a pubblicare le fotografie sul nostro sito.</em></p>
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		<title>James White [Signalnoise]</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Jul 2009 19:16:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessiodral</dc:creator>
				<category><![CDATA[ARTICOLI]]></category>
		<category><![CDATA[Intervista]]></category>

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		<description><![CDATA[Per questo articolo tenete sotto mano il vostro lettore mp3 e iniziate ad indossare la tuta fluorescente di Tron. Mokamour ha intervistato il grafico canadese James White, costantemente ispirato dalle regole del disegno svizzero degli anni 50 e 60.

» Il sito di James White
» Recensione di Mokamour su James White

Daft Punk &#8211; Robot Rock
Prima di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Per questo articolo tenete sotto mano il vostro lettore mp3 e iniziate ad indossare la tuta fluorescente di Tron. Mokamour ha intervistato il grafico canadese James White, costantemente ispirato dalle regole del disegno svizzero degli anni 50 e 60.<br />
</em></p>
<p><strong>» <a href="http://www.signalnoise.com/" target="_blank">Il sito di James White</a><br />
» <a href="/?p=428" target="_blank">Recensione di Mokamour su James White</a></strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="img_contenuti/art_signalnoise/signalnoise06.jpg" alt="" /><br />
<em>Daft Punk &#8211; Robot Rock</em></p>
<p><strong>Prima di iniziare con l&#8217;intervista vera e propria, suggerisci ai lettori un album musicale che possa essere in sintonia con i tuoi lavori e che ci possa accompagnare durante l&#8217;intervista.</strong><br />
Questa è una domanda tosta perchè la musica che ascolto non si riflette così tanto nelle mie opere. Sono un metallaro, ma se dovessi scegliere un album che potesse sincronizzarsi al meglio con le mie opere forse sceglierei qualcosa degli UNKLE, dei Daft Punk o, ovviamente, dei Justice.</p>
<p><strong>Chi è James White?</strong><br />
Sono un visual artist che vive ad Halifax, Nuova Scozia, Canada. Mi sono laureato con lode in Design Grafico ed in Tecnologia Interattiva nel 1998 e lavoro nel  campo del design per la stampa ed il web da 10 anni. Per tutto questo tempo ho continuato a produrre i miei progetti d&#8217;arte personali nel tempo libero, imparando nuove tecniche e affinando le mie abilità. Il mio sito personale, <a href="http://www.signalnoise.com" target="_blank">Signalnoise.com</a>, è la piattaforma dove mostro il mio lavoro.</p>
<p><strong>Qual&#8217;è stato il tuo percorso professionale?</strong><br />
Dopo essermi laureato nel 1998 sono stato immediatamente assunto nel campo del design di siti web e da quel momento ho cominciato a lavorare, fino ad oggi. Ho lavorato per molte compagnie durante questo percorso. Nel frattempo non mi sono mai fermato nel portare avanti le mie produzioni personali nel tempo libero, il che mi ha aiutato a costruire un vasto portfolio sia professionale che personale.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="img_contenuti/art_signalnoise/signalnoise03.jpg" alt="" /><br />
<em>Redbulletin magazine cover</em></p>
<p><strong>Il tuo immaginario si discosta molto dal mondo &#8220;terreno&#8221; in cui siamo soliti vivere. Ma James White come si trova &#8220;sul pianeta terra&#8221;? Com&#8217;è il tuo rapporto con la città in cui vivi?</strong><br />
Sono abbastanza conscio dei problemi d&#8217;inquinamento che stanno affliggendo il nostro pianeta e spero che questo si rifletta in maniera più presente nelle mie opere future.<br />
Halifax è un&#8217;ottima città in cui vivere, ma non direi di far parte di alcuna scena artistica qui. Ho molti amici talentuosi e creativi, quindi cerco di tenermi entro il mio circolo.</p>
<p><strong>Osservando i tuoi lavori si nota immediatamente una forte influenza dagli anni 70 senza perdere mai di vista la fine dei 60 e gli 80 illuminati al neon. Cosa in particolare ti ispira di quegli anni?</strong><br />
Sono ispirato dai tempi del periodo in cui sono cresciuto. Quand&#8217;ero bambino ero un patito di cartoni animati, giocattoli, cereali, film, tutto ciò che comprendeva personaggi fantasiosi e colori brillanti. Come risultato sono finito a disegnare i miei personaggi preferiti ogniqualvolta ne avevo l&#8217;occasione. Questo mi ha consentito di riguardare a quei tempi come una pura fonte d&#8217;ispirazione, usando degli stili che adesso sono praticamente &#8220;ritornati&#8221; nelle mie opere.</p>
<p><strong>Il tuo “technicolor manierista” vuol essere uno sfogo nostalgico o cos&#8217;altro?</strong><br />
E&#8217; molto legato alla nostalgia, ma voglio associarlo ad una forte sensibilità svizzera di disegno. Produrre un effetto pulito è una cosa, un&#8217;altra è cercare ogni volta di racchiudere questo effetto usando la tipografia o dei loghi in maniera semplice. Ho sempre apprezzato lo stile dei disegni svizzeri tipico degli anni &#8216;50-&#8217;60 e le loro regole e vincoli sono un&#8217;altra influenza sul mio lavoro.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="img_contenuti/art_signalnoise/signalnoise02.jpg" alt="" /><br />
<em>Solid gold bomb</em></p>
<p><strong>Quanto tempo impieghi per creare una tua immagine e qual&#8217;è il tuo processo creativo?</strong><br />
L&#8217;ammontare del tempo impiegato tende a variare da lavoro a lavoro. Posso metterci mediamente dalle 2 alle 10 ore per un dato lavoro ma, basandomi sulle molte sperimentazioni che faccio durante ogni realizzazione,  non c&#8217;è davvero modo di quantificare il tempo in maniera sicura.<br />
Molte delle mie lavorazioni cominciano dagli schizzi, i quali possono ammontare fino a più di 40 prima che ne ricavi qualcosa da cui pensare di trarre un lavoro. Quindi faccio alcuni disegni dimostrativi su Illustrator usando semplici blocchi per vedere quale sarà l&#8217;effetto della composizione generale. Dopodiché costruisco tutti gli elementi vettoriali di cui ho bisogno ed assemblo tutto quanto in Photoshop, aggiungendo qui anche il colore, le texture ed i vari effetti. Ogni passo che seguo porta con sè un livello differente di sperimentazione, quindi due lavori diversi non potranno mai seguire lo stesso processo esecutivo.</p>
<p><strong>Quale progetto stai portando avanti in questo momento?</strong><br />
Ho appena finito alcuni lavori come freelance per VH1 Latin America e Computer Arts magazine. Adesso sto collaborando in un progetto di personalizzazione di una specie di giocattolo fatto ad uncinetto assieme ad un mio amico davvero pieno di talento, e sto anche progettando una linea di giocattoli personalizzati di vinile che spero di produrre in futuro. Al di sopra di tutto sto lavorando all&#8217;impostazione del mio secondo libro.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="img_contenuti/art_signalnoise/signalnoise04.jpg" alt="" /><br />
<em>i_o1</em></p>
<p><strong>Sfruttando il servizio print on demand (stampa su richiesta) della Blurb, hai pubblicato un tuo libro intitolato “Signalnoise: The art of James White”. Cos&#8217;è e per quale motivo hai sentito l&#8217;esigenza di creare questa retrospettiva quasi decennale?</strong><br />
Ho un portfolio abbastanza grande che ho creato in questi anni e ho voluto radunarne il contenuto tutto in un&#8217;unico posto e offrirlo come prodotto. E&#8217; stata la maniera di rendere il mio lavoro rilevante verso un singolo proposito, la mia prima pubblicazione a nome Signalnoise. Come già detto, il mio secondo libro verrà tratto dai lavori che portano dentro essi tutto il mio lavoro cosmico-retrò.</p>
<p><strong>Quali sono i siti che frequentati maggiormente?</strong><br />
- <a href="http://www.joshspear.com" target="_blank">Josh Spear</a><br />
- <a href="http://www.smashingmagazine.com" target="_blank">Smashing Magazine</a><br />
- <a href="http://www.iso50.com" target="_blank">ISO50</a><br />
- <a href="http://www.drawn.ca" target="_blank">Drawn!</a><br />
- <a href="http://www.canadiandesignresource.com" target="_blank">Canadian Design Resource</a></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="img_contenuti/art_signalnoise/signalnoise05.jpg" alt="" /><br />
<em>Duosseudo</em></p>
<p><strong>Al di fuori di ciò che è la tua professione, hai altre passioni? Cosa ti piace fare nel tempo  libero?</strong><br />
Il mio tempo libero viene prevalentemente consumato dalle mie opere, tuttavia gioco ad un sacco di videogiochi quando ne ho la possibilità, sono un uomo-Nintendo. Leggere fumetti è sempre stata una delle cose che più preferisco fare. Mi piace anche uscire e andare a vedere un po&#8217; di concerti rock locali.</p>
<p><strong>Cosa ti piacerebbe che accadesse nei tuoi prossimi 10 anni?</strong><br />
Essenzialmente, mi piacerebbe avere e gestire uno studio tutto mio. Niente di grande, solo un qualcosa di grande a sufficienza da permettermi di lavorare con i clienti con cui voglio lavorare, che mi lasci abbastanza tempo per continuare la mia linea d&#8217;arte personale. Vorrei anche estendere il mio stile al di fuori della sola stampa, ad esempio disegnando giocattoli, facendo installazioni, ecc.</p>
<p><strong>Vuoi dire qualcosa in particolare agli italiani che seguono Mokamour?</strong><br />
Spero di venire presto a visitare il vostro adorabile paese :), davvero molte grazie per tutto il supporto.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="img_contenuti/art_signalnoise/signalnoise01.jpg" alt="" /><br />
<em>Legacy2600</em></p>
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		<title>Antonello Silverini</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Jul 2009 19:12:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessiodral</dc:creator>
				<category><![CDATA[ARTICOLI]]></category>
		<category><![CDATA[Studio]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Queste sono le foto dello mio studio&#8230; dopo che le ho scattate mi sono reso conto di non avere molto da dire, non ho commenti da fare nei confronti di un posto che si modifica continuamente intorno a me&#8230; tranne che: Sì, riesco a trovare le cose in mezzo a quel casino!&#8221;
Antonello Silverini
» Il sito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8220;Queste sono le foto dello mio studio&#8230; dopo che le ho scattate mi sono reso conto di non avere molto da dire, non ho commenti da fare nei confronti di un posto che si modifica continuamente intorno a me&#8230; tranne che: Sì, riesco a trovare le cose in mezzo a quel casino!&#8221;</em></p>
<p style="text-align: right;"><em>Antonello Silverini</em></p>
<p><strong>» <a href="http://antonellosilverini.myblog.it/" target="_blank">Il sito di Antonello Silverini</a><br />
» <a href="?p=1069" target="_blank">Recensione di Mokamour su Antonello Silverini</a></strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="img_contenuti/art_silverini/silverini01.jpg" alt="" /></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="img_contenuti/art_silverini/silverini02.jpg" alt="" /></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="img_contenuti/art_silverini/silverini03.jpg" alt="" /></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="img_contenuti/art_silverini/silverini04.jpg" alt="" /></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="img_contenuti/art_silverini/silverini05.jpg" alt="" /></p>
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		<title>David Peña [Puño]</title>
		<link>http://www.mokamour.com/david-pena-puno-2</link>
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		<pubDate>Wed, 22 Jul 2009 19:12:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessiodral</dc:creator>
				<category><![CDATA[ARTICOLI]]></category>
		<category><![CDATA[Intervista]]></category>

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		<description><![CDATA[Kokekoko non è un sito di qualche collettivo giapponese, ma il portfolio on-line di David Peña (conosciuto anche come Puño). Perchè collettivo? Provate a dare un&#8217;occhiata ai suoi lavori. Questo autore che attualmente vive a Parigi riesce ad esprimersi con una moltitudine di stili differenti, utilizzando altrettante differenti tecniche.
Mokamour proverà a farvi conoscere meglio David [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Kokekoko non è un sito di qualche collettivo giapponese, ma il portfolio on-line di David Peña (conosciuto anche come Puño). Perchè collettivo? Provate a dare un&#8217;occhiata ai suoi lavori. Questo autore che attualmente vive a Parigi riesce ad esprimersi con una moltitudine di stili differenti, utilizzando altrettante differenti tecniche.<br />
Mokamour proverà a farvi conoscere meglio David e tutti i suoi progetti di editoria digitale, fumetto e anche qualche suo piccolo &#8220;segreto criminale&#8221;.<br />
</em></p>
<p><strong>» <a href="http://www.kokekoko.com/" target="_blank">Il sito di David Peña</a><br />
» <a href="/?p=380" target="_blank">Recensione di Mokamour su David Peña</a></strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" style="border:0;" src="img_contenuti/art_puno/puno01.jpg" alt="" /></p>
<p><strong>Chi è David Peña e cosa fa nella vita?</strong><br />
Chi sono? Sto ancora cercando di scoprirlo! Nella mia vita  disegno, guardo film, rimorchio ragazze e solitamente fumo un pò d&#8217;erba se il raccolto  va bene quest&#8217;anno.</p>
<p><strong>Cos’è per te disegnare? </strong><br />
Un tempo disegnare era dimenticarsi della realtà per un pò. Ora è il mio lavoro. Non so se questo sia un bene o un male.</p>
<p><strong>Hai una straordinaria capacità di adattare la tua mano a vari stili, con quale criterio ritieni opportuno utilizzarne uno a discapito di altri?</strong><br />
Se disegno per me stesso, non ci penso tanto. Scivola dalla testa alla mano. Se disegno per altri, cerco di adattare lo stile a ciò che il lavoro richiede.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" style="border:0;" src="img_contenuti/art_puno/puno02.jpg" alt="" /></p>
<p><strong>Da dove trai ispirazione per dar vita ai personaggi che popolano le tue illustrazioni?</strong><br />
Da film, la vita e belle fotografie. Non prendo mai ispirazione da altri disegni, lo trovo coooosì noioso.</p>
<p><strong>Ti è mai capitato di rappresentare persone che conosci o sono tutti personaggi immaginari? </strong><br />
Preferisco sempre disegnare personaggi immaginari in situazioni recentemente accadute a me o ai miei amici. Ma ho lavorato come caricaturista per 5 anni lungo tutta la mia nazione.</p>
<p><strong>Se ti trovassi costretto a impersonare per il resto della tua vita un personaggio delle tue illustrazioni, in quale ti sentiresti più a tuo agio? </strong><br />
Il vecchio, ubriacone ed inutile Topolino che spesso disegno. Mi piace. Non gli importa nulla della vita, vaga per la città bevendo e molestando le ragazze.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" style="border:0;" src="img_contenuti/art_puno/puno06.jpg" alt="" /></p>
<p><strong>Da qualche anno hai fondato E-diciones Peo, una casa editrice di libri virtuali. Vuoi parlarci di questo tuo progetto?</strong><br />
Yeah, è così difficile tenere aggiornato un progetto come quello quando hai così tanto lavoro che ti aspetta!!!</p>
<p><strong>Per te ha più valore un libro digitale o cartaceo?</strong><br />
Cartaceo per sempre. Amo i libri come oggetti. Ma penso che virtuale significhi GRATIS (o quasi gratis). Non potrei mai realizzare un progetto come E-diciones Peo su carta, perchè non ho i soldi.</p>
<p><strong>Qual è il primo libro illustrato che hai letto? </strong><br />
En busca del Huchapotamo, di Stephen Cosgrove ed illustrato da Robin James. Avevo 3 anni.</p>
<p><strong>Com&#8217;è il tuo rapporto con il mondo del fumetto?</strong><br />
Ora ne sono un pò lontano. Ho pubblicato un fumetto underground, Cretino, per parecchi anni, ed ora mi sono un pò stancanto. Ma ritornerò un giorno!</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" style="border:0;" src="img_contenuti/art_puno/puno04.jpg" alt="" /></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" style="border:0;" src="img_contenuti/art_puno/puno03.jpg" alt="" /></p>
<p><strong>Quali sono i tuoi illustratori preferiti?</strong><br />
I miei amici. Nicolai Trochinsky, Clara Tanit, Brecht Evens, Valerio Vidali, Crist-bal Schmal&#8230;</p>
<p><strong>Cosa ti piace fare nel tempo libero?</strong><br />
Guardare film. Di solito guardo in media tre film al giorno. Oggi, per esempio, ho visto 4 film e finita l&#8217;intervista, guarderò Suspiria. Amo i gialli!</p>
<p><strong>Quali sono i siti che frequentati maggiormente?</strong><br />
<a href="http://www.Papelcontinuo.net" target="_blank">Papelcontinuo.net</a>, <a href="http://www.ffffound.com" target="_blank">ffffound.com</a> e <a href="http://www.imdb.com" target="_blank">imdb.com</a></p>
<p><strong>Cosa ti piacerebbe che accadesse domani?</strong><br />
Che faccia sole.</p>
<p><strong>È finita l&#8217;intervista, ma prima di salutarci, come segno di amicizia con i lettori di Mokamour, ci racconteresti un tuo segreto? </strong><br />
Certamente: una volta ho rubato un gioiello in un museo.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" style="border:0;" src="img_contenuti/art_puno/puno05.jpg" alt="" /></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Gianluca Folì</title>
		<link>http://www.mokamour.com/gianluca-foli-2</link>
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		<pubDate>Wed, 22 Jul 2009 18:28:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessiodral</dc:creator>
				<category><![CDATA[ARTICOLI]]></category>
		<category><![CDATA[Studio]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;illustratore romano Gianluca Folì ci presenta il suo studio, o come lo definisce lui stesso il suo &#8220;piccolo spazio creativo&#8221;. Lo ringraziamo per la sua disponibilità e per le bellissime foto.
Le didascalie presenti sotto ad ogni fotografia sono state scritte direttamente da Gianluca, permettendoci di curiosare anche su qualche suo simpatico aneddoto.
» Il sito di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>L&#8217;illustratore romano Gianluca Folì ci presenta il suo studio, o come lo definisce lui stesso il suo &#8220;piccolo spazio creativo&#8221;. Lo ringraziamo per la sua disponibilità e per le bellissime foto.<br />
Le didascalie presenti sotto ad ogni fotografia sono state scritte direttamente da Gianluca, permettendoci di curiosare anche su qualche suo simpatico aneddoto.</em></p>
<p><strong>» <a href="http://www.gianlucafoli.com/" target="_blank">Il sito di Gianluca Folì</a><br />
» <a href="?p=1067" target="_blank">Recensione di Mokamour su Gianluca Folì</a></strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="img_contenuti/art_foli/foli01.jpg" alt="" /><br />
<em>Particolare della mia bacheca.<br />
Solitamente viene usata per  ricordarmi  tutte le cose da  fare nel corso della settimana ma<br />
ogni tanto ci metto un “ricordo” di qualche lavoro ben riuscito.</em></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="img_contenuti/art_foli/foli02.jpg" alt="" /><br />
<em>Convive  sullo  stesso  piano  la  zona  digitale  e  quella  analogica.<br />
Vicino  la  tavoletta graﬁca  si  trovano  sempre  sparse  matite  o  Ecoline.<br />
Spesso  mi  perdo  la  penna  della Bamboo.</em></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="img_contenuti/art_foli/foli03.jpg" alt="" /><br />
<em>Ecoline in prima piano, Liquitex di fondo.<br />
Due mondi opposti uniti solo dallʼacqua con<br />
cui si fondono sulla carta.</em></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="img_contenuti/art_foli/foli04.jpg" alt="" /><br />
<em>La parte analogicca e&#8230;</em></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="img_contenuti/art_foli/foli05.jpg" alt="" /><br />
<em>&#8230;la parte digitale.</em></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="img_contenuti/art_foli/foli06.jpg" alt="" /><br />
<em>Poco prima di passare ad un deﬁnitivo, mi preparo tutti i possibili strumenti a cui<br />
accederò. Non dimentico mai tubetti o coperchi aperti, non più da quando versai<br />
un intero Ecoline Giallo su una illustrazione praticamente ﬁnita!</em></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="img_contenuti/art_foli/foli07.jpg" alt="" /><br />
<em>Mentre ﬁnisco un lavoro con photoshop.</em></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="img_contenuti/art_foli/foli08.jpg" alt="" /><br />
<em>Particolare, mentre disegno.</em></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="img_contenuti/art_foli/foli09.jpg" alt="" /><br />
<em>Bacheca, mensola degli attrezzi e me.</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Kouzou Sakai</title>
		<link>http://www.mokamour.com/james-white-signal-noise-2</link>
		<comments>http://www.mokamour.com/james-white-signal-noise-2#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2009 01:24:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Holly and cat</dc:creator>
				<category><![CDATA[ARTICOLI]]></category>
		<category><![CDATA[Intervista]]></category>

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		<description><![CDATA[Come primissima intervista di Mokamour vi presentiamo l&#8217;interessante chiacchierata che si è svolta con Kouzou Sakai.
Sakai è un illustratore freelance che vive e lavora in Giappone.  I suoi lavori sono completamente immersi in un universo onirico e con questo articolo cercheremo di farvi immergere anche a voi in un iridescente sogno nostalgico.

» Il sito di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Come primissima intervista di Mokamour vi presentiamo l&#8217;interessante chiacchierata che si è svolta con Kouzou Sakai.<br />
Sakai è un illustratore freelance che vive e lavora in Giappone.  I suoi lavori sono completamente immersi in un universo onirico e con questo articolo cercheremo di farvi immergere anche a voi in un iridescente sogno nostalgico.<br />
</em></p>
<p><strong>» <a href="http://www.kouzou.org" target="_blank">Il sito di Kouzou Sakay</a><br />
» <a href="?p=80" target="_blank">Recensione di Mokamour su Kouzou Sakay</a></strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="img_contenuti/art_sakai/sakai03.jpg" alt="" /><br />
<em>Stellar desert</em></p>
<p><strong>È la prima volta che vieni intervistato per un pubblico italiano, giusto?<br />
Che ne dici di presentarti a parole tue ai lettori di Mokamour? </strong><br />
Sì, è la mia prima volta!<br />
Sono molto felice di questa occasione per far conoscere le mie opere al pubblico italiano. Sono un illustratore giapponese. Fin da giovane mi è sempre piaciuto tantissimo disegnare animali. Ho frequentato l&#8217;università, ero parte del laboratorio di studi di relazione uomini-animali, sia domestici che selvatici, studiavo in particolare le relazioni uomo-animale. Dopo la laurea ho lavorato in uno studio di design, ho studiato da autodidatta illustrazione e design. Dopodichè, dal 2002, vivo come illustratore freelance. La pace è il tema base delle mie opere, oltre ad altri elementi come la bellezza, la nostalgia e la gioia.</p>
<p><strong>Guardando i tuoi lavori, sembra che narrino delle &#8220;storie&#8221;. Come nascono i tuoi lavori e cosa vuoi che trasmettano? </strong><br />
Sono contento che dalle mie opere si possa percepire una storia! Le persone che guardano le mie illustrazioni, provano ciò che voglio trasmettere ma l&#8217;ideale sarebbe lasciare libera la propria immaginazione, la propria interpretazione personale.<br />
Le fonti delle mie idee sono le stagioni, la flora e la fauna, le scene quotidiane, i paesaggi della natura, i palazzi, le macchine, i ricordi, le emozioni e tante altre cose. Combinando questi elementi creo la storia. Altrimenti prima di disegnare sono colpito da un&#8217;idea, oppure proprio mentre creo. Se riesco a dare anche solo un pò di sollievo all&#8217;animo delle persone che passano giornate stressanti sono molto felice.</p>
<p><strong>Quando nascono le tue idee migliori? </strong><br />
Le mie idee migliori arrivano quando mi rilasso. Quando bevo il thè. Quando brucio incenso. Quando ascolto musica. Quando faccio jogging. Nel dormiveglia, perchè quando sono in quello stato inconsciamente metto in ordine le informazioni. Inoltre nel caso mi vengano delle buone idee prendo delle semplici note, dei promemoria.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="img_contenuti/art_sakai/sakai02.jpg" alt="" /><br />
<em>Demi-Lune</em></p>
<p><strong>Nel tuo sito ti presenti come illustratore freelance. Come ti poni di fronte ad una nuova commissione?<br />
</strong>In generale non ho un agente che media per me col business dell&#8217;illustrazione  giapponese, quando mi vengono commissionati lavori per prima cosa cerco informazioni sul mio cliente. Panoramica della compagnia, politica della ditta, risultati ottenuti&#8230; sono informazioni che necessito conoscere in anticipo. In caso di un incontro col cliente, gli domando se ha richieste particolari da pormi.</p>
<p><strong>Guardando i tuoi lavori si nota come questi siano estremamente dettagliati. Quanto tempo dedichi alla realizzazione di un tuo lavoro? </strong><br />
Le ore di lavoro cambiano a seconda delle mie condizioni e del contenuto dell&#8217;illustrazione. Nel caso mi concentri solo su una illustrazione, un lavoro di formato A4 necessita dai 4 ai 7 giorni circa. In verità visto che ho anche altri lavori da svolgere diventano dai 7 ai 10 giorni circa.</p>
<p><strong>Cosa pensi appena termini uno dei tuoi lavori? </strong><br />
Dopo aver controllato minuziosamente la mia opera finita, provo temporaneamente quasi un senso di sollievo. Specialmente non penso piu a niente. Inoltre comincio a pensare al lavoro successivo. Quando sono preoccupato per un mio lavoro lo ricontrollo ancora per tutto il giorno.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="img_contenuti/art_sakai/sakai01.jpg" alt="" /><br />
<em>Autumn color</em></p>
<p><strong>A mio parere, alcuni dei tuoi lavori sembrano intrisi di una dolce melanconia (come per esempio &#8220;Autumn color&#8221;). Ho ragione?</strong><br />
Sì, è proprio come dici tu. Mi piace permearle di vari sentimenti. In ogni opera diversifico i tipi di emozione, i frammenti di sentimenti che vi lascio sono elementi importantissimi per i miei lavori. Stranamente, abbastanza spesso, le persone che guardano i miei lavori provano un senso di nostalgia. Spero sempre di disegnare opere che facciano provare un sentimento universale a tutte le persone.</p>
<p><strong>Come passi il tuo tempo libero al di fuori del mondo dell&#8217;illustrazione? </strong><br />
Leggo, ascolto musica, guardo film, passeggio, vado in palestra, faccio jogging, calcio e cose così. Visto che quando ero studente facevo parte di vari club sportivi (calcio per 9 anni, rugby per 3 anni, Boxe amatoriale per 4 anni) anche ora amo molto praticare sport.</p>
<p><strong>Qual è la prima cosa che pensi appena sveglio? </strong><br />
Penso a che tempo farà oggi.</p>
<p><strong>C&#8217;è un artista che ammiri in particolar modo o che ti abbia inspirato? </strong><br />
Tra i giapponesi il mio preferito è un artista che fa <a href="http://www.pinktentacle.com/2008/04/kage-e-shadow-pictures/" target="_blank">Kage-e</a> disegni-ombra, Fujishiro Seiji. Il suo modo di raccontare le storie così calde e geniali, i colori brillanti, il suo mondo di luci e ombre così minuzioso, è meraviglioso! E&#8217; da quando sono giovane che ammiro I suoi lavori sia in Tv che nei libri illustrati. Tra gli artisti stranieri adoro René Magritte, A.M. Cassandre, Henri Cartier-Bresson, Tove Jansson e molti altri di questo genere. Facendo come lavoro l&#8217;illustratore ho un vasto interesse per l&#8217;arte, collezionare art book è il mio hobby. Ne ho di graphic design, fotografia, web design, product design, architettura&#8230;</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="img_contenuti/art_sakai/sakai04.jpg" alt="" /><br />
<em>Musing</em></p>
<p><strong>Nella breve biografia presene nel tuo sito, riveli la tua grande passione per gli animali, frequentemente presenti nelle tue illustrazioni. C&#8217;è un animale che ti accompagna durante la vita?</strong><br />
Sì, mi piacciono moltissimo gli animali fin da quando ero bambino. Amo specialmente I gatti, Ci sono sempre andato d&#8217;accordo. Al momento vivo col mio vecchio gatto, ha 16 anni. Come un essere umano anche lui ha il suo carattere molto personale, è molto interessante. Inoltre riesce sempre a calmare il mio cuore, a tranquillizzarmi.</p>
<p><strong>Ti va di raccontarci un anedotto simpatico della tua infanzia? </strong><br />
Questo è un episodio che risale a quando avevo piu o meno 3 anni, raccontatomi da mia madre. Non riesco a ricordarmelo proprio chiaramente. A quei tempi adoravo particolarmente gli insetti, giocavo spesso nel mio giardino. Un giorno andai da mia madre e le dissi “Questo è un regalo per te!” porgendole un sacchetto di plastica pieno di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Woodlouse" target="_blank">“porcellini di terra”</a>. Anche se mia madre era veramente allibita grazie al mio sorriso disarmante e inconsapevole non venni neppure sgridato! Poi i porcellini di terra sono stati tutti liberati nel giardino da mia madre. Da piccolo adoravo raccogliere cose strane. Chissà se forse qualcuno ha avuto un episodio simile? A proposito, ora detesto gli insetti!</p>
<p style="text-align: right;">Si ringrazia <strong>Francesca Meneghin</strong><br />
per la traduzione dal giapponese.</p>
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