Le illustrazioni di David Procter ci appaiono subito familiari – sarà per via delle atmosfere alla Tim Burton che dilagano come un uovo rotto nei suoi lavori.
Come lui stesso scrive il suo lavoro trae ispirazione diretta dai pennini spuntati dall’impeto dei crudi David Huges e Ralph Steadman, e come loro ama rendere i corpi sfatti e ossuti per come ce li racconterebbe Schiele, ma maturando una vena più ironica e leggera – così da renderli meno cupi e più prossimi al fumetto.
Al di là delle citazioni, il lavoro di David Procter ha superato i suoi ispiratori: il tratto è sempre sporco e isterico ma restituisce un senso di equilibrio e politezza formale, pur mantenendo gli stessi aspetti di satira irridente della “normalità”.
Indiscutibilmente bravo nelle macchie, a gennaio di quest’anno ha esposto molti dei suoi lavori nella Here and Now Gallery a Filmouth, ovviamente nella cupa Cornovaglia.














