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		<title>Elisa Anfuso</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 09:00:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessiodral</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pittura]]></category>
		<category><![CDATA[Sicilia]]></category>

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		<description><![CDATA[
Elisa Anfuso è una giovane artista siciliana. Nata nel 1982 a Catania, città dove ha svolto i suoi studi presso l&#8217;Accademia di belle Arti.
Elisa crea i suoi lavori per esigenza. Dichiara di dipingere &#8220;per Amore, per urgenza e&#8230; per non urlare&#8221;. Le realizzazioni dei suoi ritratti attingono a piene mani dal bisogno di esprimere i sogni, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.elisaanfuso.com" target="_blank"><img src="http://www.mokamour.com/img_autori/ElisaAnfuso.jpg" alt="Elisa Anfuso" /></a></p>
<p>Elisa Anfuso è una giovane artista siciliana. Nata nel 1982 a Catania, città dove ha svolto i suoi studi presso l&#8217;Accademia di belle Arti.<br />
Elisa crea i suoi lavori per esigenza. Dichiara di dipingere &#8220;per Amore, per urgenza e&#8230; per non urlare&#8221;. Le realizzazioni dei suoi ritratti attingono a piene mani dal bisogno di esprimere i sogni, i desideri, e tutti gli impedimenti che ostacolano la realizzazione di essi.<br />
Bambole, sedie, fili di lana, ogni oggetto presente nei suoi quadri interagisce con il soggetto e ognuno di essi ha un suo specifico significato.</p>
<p><strong>WEB: </strong><a href="http://www.elisaanfuso.com" target="_blank"><strong>www.elisaanfuso.com</strong></a></p>
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		<title>Zhou Fan</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 09:00:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessiodral</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asia]]></category>
		<category><![CDATA[Pittura]]></category>

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		<description><![CDATA[
Zhou Fan è nata nel 1983 nella Cina del nord e dall&#8217;età di 23 anni ha iniziato a raccogliere le sue prime soddisfazioni legate al mondo dell&#8217;arte.
Osservate bene le sue illustrazioni&#8230; fatto?&#8230; Bhe, io ci ho messo qualche secondo prima di capire quello che stavo guardando. Non sono semplicemente raffigurazioni di coloratissimi agglomerati composti da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.zhoufanart.com" target="_blank"><img src="http://www.mokamour.com/img_autori/ZhouFan.jpg" alt="Zhou Fan" /></a></p>
<p>Zhou Fan è nata nel 1983 nella Cina del nord e dall&#8217;età di 23 anni ha iniziato a raccogliere le sue prime soddisfazioni legate al mondo dell&#8217;arte.<br />
Osservate bene le sue illustrazioni&#8230; fatto?&#8230; Bhe, io ci ho messo qualche secondo prima di capire quello che stavo guardando. Non sono semplicemente raffigurazioni di coloratissimi agglomerati composti da meduse, alghe e funghi. Li sotto, in mezzo al caos, ci sono persone. Tutt&#8217;intorno è presente il vuoto riempito da una tinta monocolore, come se i soggetti fossero delle calamite che attirano a se qualsiasi cosa.<br />
Nel navigare il portfolio di Zhou Fan si ha l&#8217;impressione di osservare sotto effetto di allucinogeni la <a href="http://www.youtube.com/watch?v=ZWhS0eFye3U" target="_blank">scena finale di Akira</a>, celebre film d&#8217;animazione giapponese, dove Tetsuo subisce una spaventosa metamorfosi distruttiva espandendo il suo corpo informe.</p>
<p><strong>WEB: </strong><a href="http://www.zhoufanart.com" target="_blank"><strong>www.zhoufanart.com</strong></a></p>
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		<title>Lucy McLauchlan</title>
		<link>http://www.mokamour.com/lucy-mclauchlan</link>
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		<pubDate>Tue, 22 Dec 2009 08:00:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>_reda_</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pittura]]></category>

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		<description><![CDATA[
A Lucy McLauchlan i colori sembrano non servire: bianco e nero basico per dare massimo risalto agli intrecci delle sue figure, per un primitivismo che raggiunge livelli molto raffinati. Una pittura che invade lo spazio, traborda fuori dai supporti e scorre inarrestabile fino a riempire intere stanze. Sembra che parli. 
E tutto ciò che è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://lucy.beat13.co.uk" target="_blank"><img src="img_autori/McLauchlan.jpg" /></a></p>
<p>A Lucy McLauchlan i colori sembrano non servire: bianco e nero basico per dare massimo risalto agli intrecci delle sue figure, per un primitivismo che raggiunge livelli molto raffinati. <br />Una pittura che invade lo spazio, traborda fuori dai supporti e scorre inarrestabile fino a riempire intere stanze. Sembra che parli. <br />
E tutto ciò che è bianco o che è nero può essere inglobato nelle sue opere, composizioni in cui spuntano collage di vhs e piatti da cucina mimetizzati nella pittura. E ancora: secchi di vernice cerchi d’auto lavandini busti di manichini paralumi vecchi orologi &#8211; in un inarrestabile jazz di materiali di recupero trattati a bianco e nero… eppure tutto si arrende al flusso integrandosi perfettamente in un unicum che è indiscutibilmente Lucy Mclauchlan &#8211; la sua impronta. <br />A chi le chiede “come definisci il tuo modo di dipingere” lei risponde risoluta “irreversibile”: completamente assorbita dalle tecniche tradizionali lavora con markers, inchiostri indiani, vernici, negandosi la possibilità di ripensamenti, arrendendosi al flusso dei suoi intrecci bicolore, sorprendendosi e costruendo l’opera attorno ai dettagli che accidentalmente fuoriescono dai suoi pennelli. <br />L’immaginario della McLauchlan è un filo teso tra la psichedelica e l’ethno chic, corredato da un istintivo senso per la composizione. <br />Nativa di Birmingham, a 31 anni ha già esposto nei maggiori musei di Londra, a Tokyo e in Australia, realizzando spesso le sue opere in loco in eventi di on-site painting. <br />Nel 2007 realizza una interessante pubblicazione che raccoglie alcuni dei suoi maggiori lavori dal titolo “Expressive Deviant Phonology”. <br />E in effetti il suo modo di dipingere ha del suono, dentro. </p>
<p><strong>WEB: <a href="http://lucy.beat13.co.uk/" target="_blank">lucy.beat13.co.uk</a></strong></p>
<div id="archivebox">
<strong>» <a href="http://www.marvinradio.it/site/podcast/item/230-puntata-11" target="_blank">Recensione scritta per MARVIN &#8211; Puntata 11 [15 dicembre 2009]</a></strong>
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		<title>Damien Vignaux [Elroy]</title>
		<link>http://www.mokamour.com/damien-vignaux-elroy</link>
		<comments>http://www.mokamour.com/damien-vignaux-elroy#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 21 Dec 2009 08:00:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessiodral</dc:creator>
				<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[Fotomanipolazione]]></category>
		<category><![CDATA[Grafica]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>

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		<description><![CDATA[
Probabilmente Damien Vignaux, conosciuto anche come Elroy, è il classico caso di quando i giovani creativi esclamano &#8220;Voglio essere come lui!&#8221; mentre navigano un portfolio on-line variegato e pieno di ottimi lavori. Anche se nato e cresciuto in Francia, l&#8217;art director Damien Vignaux attualmente vive a Berlino, in Germania.
Si potrebbe fare una dichiarazione apparentemente azzardata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.elroy.fr" target="_blank"><img src="img_autori/elroy.jpg" /></a></p>
<p>Probabilmente Damien Vignaux, conosciuto anche come Elroy, è il classico caso di quando i giovani creativi esclamano &#8220;Voglio essere come lui!&#8221; mentre navigano un portfolio on-line variegato e pieno di ottimi lavori. <br />Anche se nato e cresciuto in Francia, l&#8217;art director Damien Vignaux attualmente vive a Berlino, in Germania.<br />
Si potrebbe fare una dichiarazione apparentemente azzardata dicendo che è influenzato dalla cultura Pop, dalla musica elettronica e dalle pellicole vintage, ma vi assicuro che questi caratteri stilistici discordanti tra loro in mano a Vignaux assumono tutt&#8217;altro significato grazie all&#8217;esperienza acquisita dalle sue numerose sperimentazioni.  <br />Ormai dalla Francia ci hanno fatto capire che anche a loro gli spetta un posto nel podio della musica elettronica (vedi ad esempio Daft Punk e Justice), così anche il nostro Damien Vignaux, da buon francese, si cimenta con la musica e i visual diventando il co-fondatore del collettivo musicale Bisou GTi specializzato in set di grande impatto visivo basato su brani elettronici contaminati da sonorità hip hop, glitter anni ottanta e l&#8217;immancabile french touch.<br />
Attualmente il sito di questo dj e visual artist conta circa 95 lavori tra illustrazioni, fotografie, video, poster, mixtaper e grafiche applicate a oggetti di quotidiano utilizzo. <br />Non vi resta altro che curiosare nel suo sito e se siete dei giovani creativi vi auguriamo di diventare presto come lui.</p>
<p><strong>WEB: <a href="http://www.elroy.fr" target="_blank">www.elroy.fr</a></strong></p>
<div>
<strong>» <a href="http://www.marvinradio.it/site/podcast/item/228-puntata-9" target="_blank">Recensione scritta per MARVIN &#8211; Puntata 9 [1 dicembre 2009]</a></strong>
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		<title>JR</title>
		<link>http://www.mokamour.com/jr</link>
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		<pubDate>Tue, 15 Dec 2009 08:00:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>_reda_</dc:creator>
				<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Fotografia]]></category>

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		<description><![CDATA[
Voglio parlare di stupore. Di enormi occhi e facce di settanta metri quadri che turbano l’orizzonte. Sorrisi di trenta metri lineari. Giganteschi visi di donne qualunque che campeggiano nelle strade e lungo gli argini dei fiumi delle nostre città belle e ordinate. E di un’arma calibro 28 millimetri: un obiettivo fotografico. E’ la mano di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.jr-art.net" target="_blank"><img src="img_autori/jr_senna.jpg" /></a></p>
<p>Voglio parlare di stupore. Di enormi occhi e facce di settanta metri quadri che turbano l’orizzonte. Sorrisi di trenta metri lineari. Giganteschi visi di donne qualunque che campeggiano nelle strade e lungo gli argini dei fiumi delle nostre città belle e ordinate. E di un’arma calibro 28 millimetri: un obiettivo fotografico. <br />E’ la mano di JR a stupirci, fotografo francese come mai ne avete visti. <br />Ha occhi attenti rivolti verso il mondo, e ha riconosciuto che il patrimonio più prezioso di cui disponiamo sono le persone. Va a caccia di storie di vite qualunque come un cane da tartufi, nelle terre di frontiera, nei territori del conflitto, guarda coi suoi occhi, fotografa e ce li attacca lungo le strade, in formati giganteschi e con piazzamenti inaspettati. <br />Si scosta dall’immagine preconfezionata che i media ci offrono del resto del mondo e della Storia che raccontano – attacca lungo le strade la sua visione, privata e personale. <br />Quello che importa veramente a  JR non sono i suoi manifesti, ma le vite che li abitano – la sua prima preoccupazione è che raggiungano le persone, che arrivino a destinazione. L’opera d’arte non è il taglio sorprendente degli scatti di JR, ma sono le donne e i ragazzi che hanno accettato di essere fotografati. Il regalo più grande che JR ci fa non è creare semplicemente una vertigine fisica, ma fare da ponte, lasciare incontrare due vite che non si sarebbero mai sfiorate e farle guardare negli occhi. <br />E ci tiene molto a scomparire dietro il suo gesto. Non cerca di occupare il centro della sua opera ma resta un megafono e un veicolo: resta un uomo nascosto, schiva le rincorse dei media che sono costretti a stornare tutta la loro attenzione sui soggetti delle foto. <br />La cosa più bella del lavoro di JR è la colla. Considerata in senso metaforico, ovviamente: i suoi progetti creano tra le persone che li realizzano dei legami che sopravvivono alle installazioni, perché JR è un artista molto esigente &#8211; richiede il sostegno di una comunità intera: storie da raccontare, visi da fotografare, mani che aiutino ad attaccare una quantità industriale di poster e muri da poter usare con il consenso della comunità che li abita. Questo è un altro dei motivi per cui JR si mantiene nell’ombra: da solo non esisterebbe. <br />JR è arrivato al nocciolo, non ha bisogno di fronzoli: gli bastano la sua macchina fotografica, stampa in bianco e nero, carta e colla – tecnica povera a supporto di solidi contenuti. <br />Ha affrontato il disagio dei giovani dei sobborghi parigini con le installazioni “28 millimètres – Portait d’une génération”, da cui Gallimard ha tirato fuori una bellissima pubblicazione, con prefazione di Vincent Cassel – progetto nato pare dalla vicinanza di JR al collettivo Kutrajmé. <br />“Face2Face” è forse il progetto che ha avuto più risonanza: quale superficie migliore del muro di confine tra Israele e Palestina per raccontare questi due popoli e il loro conflitto… JR ribalta le posizioni e attacca volti palestinesi sul versante israeliano e viceversa. Anche qua la pubblicazione che ne segue è davvero degna di nota.<br />
Per raccontare le favelas fa invece molta strada, spostandosi tra Cambogia, Africa, India e Sud America, fino a fermarsi a Morro de Providencia, il ghetto più inviolabile di Rio de Janeiro, in cui riesce a lavorare fianco a fianco con le comunità locali. Da questo itinerario nasce “Women are heroes”, reportage e successiva campagna di affiches sul ruolo della donna e sul disagio che vive in contesti degradati. <br />Tutte le campagne di JR nascono nei posti di interesse, per poi essere riportate nelle maggiori capitali europee e negli Stati Uniti… Perché l’arte serva a qualcosa!</p>
<p><strong>WEB: <a href="http://www.jr-art.net" target="_blank">www.jr-art.net</a></strong></p>
<div id="archivebox">
<strong>» <a href="http://www.marvinradio.it/site/podcast/item/226-puntata-7" target="_blank">Recensione scritta per MARVIN &#8211; Puntata 7 [24 novembre 2009]</a></strong>
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		<title>Véronique Meignaud</title>
		<link>http://www.mokamour.com/veronique-meignaud</link>
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		<pubDate>Tue, 08 Dec 2009 14:25:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessiodral</dc:creator>
				<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Pittura]]></category>

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		<description><![CDATA[
L&#8217;autrice di oggi è dedicata a coloro che seguono anche il mondo dei giochi per computer e console.
Véronique Meignaud è un&#8217;illustratrice freelance di Parigi specializzata nel realizzare personaggi e ambienti utilizzati nell&#8217;industra dei videogiochi. Tra i suoi clienti ci sono alcune tra le più importanti software house come ad esempio Electronic Arts, Darkworks, Gameloft e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.v-meignaud.com" target="_blank"><img src="http://www.mokamour.com/img_autori/v-meignaud.jpg" alt="Julien De Repentigny" /></a></p>
<p>L&#8217;autrice di oggi è dedicata a coloro che seguono anche il mondo dei giochi per computer e console.<br />
Véronique Meignaud è un&#8217;illustratrice freelance di Parigi specializzata nel realizzare personaggi e ambienti utilizzati nell&#8217;industra dei videogiochi. Tra i suoi clienti ci sono alcune tra le più importanti software house come ad esempio Electronic Arts, Darkworks, Gameloft e Spidergames.<br />
Le illustrazioni di Véronique vengono utilizzate anche nel campo della moda e alcuni interessanti esempi sono all&#8217;interno della sezione &#8220;Fashion&#8221;.<br />
Vi segnalo anche il suo blog <a href="http://www.v-meignaud.com/uranium/" target="_blank">Uranium</a> dove è possibile curiosare lavori inediti che non sono ancora stati pubblicati nel portfolio ufficiale.</p>
<p><strong>WEB: <a href="http://www.v-meignaud.com" target="_blank">www.v-meignaud.com</a></strong></p>
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		<title>Henrik Kubel &#8220;Design Per.&#8221;</title>
		<link>http://www.mokamour.com/henrik-kubel-design-per</link>
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		<pubDate>Mon, 07 Dec 2009 09:49:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Barbara Rosapane</dc:creator>
				<category><![CDATA[ARTICOLI]]></category>
		<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>

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		<description><![CDATA[Durante la seconda settimana dell&#8217;ottobre 2009 l&#8217;AIAP (Associazione Italiana Progettazione per la Comunicazione Visiva) è stata l&#8217;organizzatrice di Design Per. una tipologia di evento che è raro vedere nel Belpaese, anzi credo che sia stata l&#8217;unica volta che si siano dedicate così tante giornate al design grafico.
Durante il Design Per. sono stati molteplici i workshop, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Durante la seconda settimana dell&#8217;ottobre 2009 l&#8217;<strong>AIAP </strong>(Associazione Italiana Progettazione per la Comunicazione Visiva) è stata l&#8217;organizzatrice di <strong>Design Per. </strong>una tipologia di evento che è raro vedere nel Belpaese, anzi credo che sia stata l&#8217;unica volta che si siano dedicate così tante giornate al design grafico.<br />
Durante il <strong>Design Per.</strong> sono stati molteplici i workshop, le mostre, le conferenze e i seminari con la presenza di oltre 50 professionisti che vi hanno preso parte per illustrare le varie discipline grafiche.<br />
Dal 6 all&#8217;11 ottobre Napoli è stato l&#8217;ombelico del mondo della grafica e noi abbiamo il desiderio di condividere quella che è stata la nostra piccola esperienza all&#8217;interno di questo evento significativo parlandovi del workshop al quale abbiamo partecipato.<br />
<br />

<a href="http://www.mokamour.com/img_contenuti/art_kubel/kubel09.jpg" title="" class="shutterset_singlepic10" >
	<img class="ngg-singlepic ngg-right" src="http://www.mokamour.com/wp-content/gallery/cache/10__260x_kubel09.jpg" alt="Henrik Kubel - Desig per... il libro" title="Henrik Kubel - Desig per... il libro" />
</a>
 <strong>Design Per. Il libro</strong> è il workshop di<strong> Henrik Kubel</strong> (Danimarca classe 1972) che si è svolto dal 7 al 9 ottobre.<br />
L&#8217;argomento affrontato è stato quello del design per l&#8217;editoria, nello specifico la progettazione del libro. La riflessione che ha introdotto il lavoro dei tre giorni di corso è stata scaturita dalla tavola rotonda che l&#8217;ha preceduto, durante la quale due designer, <strong>Kubel </strong>e <strong>Laura Morandini</strong>, e un editore, <strong>Marco Cassini</strong> di Minimum Fax, si sono incontrati e hanno discusso su: qual è il processo che porta alla creazione di un libro? Quali sono gli attori coinvolti?<br />
<br />
La storia di un libro, prima di arrivare al lettore, coinvolge il lavoro di tante professionalità, che vanno da quella dell&#8217;autore a quella dell&#8217;editore, del tipografo a quella del progettista grafico. Compito di quest&#8217;ultimo è quello di ascoltare, raccogliere le istanze di tutti gli altri e portarle all&#8217;interno del progetto finale, lasciandole trasparire.<br />
Dal momento in cui il libro si ritrova sullo scaffale di una libreria, il passo verso le mani del potenziale lettore è breve.<br />

<a href="http://www.mokamour.com/img_contenuti/art_kubel/kubel10.jpg" title="" class="shutterset_singlepic11" >
	<img class="ngg-singlepic ngg-left" src="http://www.mokamour.com/wp-content/gallery/cache/11__260x_kubel10.jpg" alt="Henrik Kubel - Desig per... il libro" title="Henrik Kubel - Desig per... il libro" />
</a>
Ed è proprio sul contatto fisico che si è concentrato il lavoro che il “professor” Kubel ha fatto insieme a noi “studenti” durante il laboratorio. Per tre giorni, infatti, si è pensato al libro come ad una artefatto, un oggetto fisico. Un oggetto da guardare, da toccare, da sentire, da proteggere.<br />
Niente computer, niente mouse, niente di niente&#8230;Solo forbici, carta e colla.<br />
Il punto di vista è stato quello dell&#8217;allestitore. La preoccupazione maggiore è stata: come verrà rilegato e allestito il mio libro? La sperimentazione si è concentrata sulla creazione di nuove tecniche di rilegatura e di packaging. Superato lo spaesamento iniziale, e stringendo tra le mani il suo libro preferito, ognuno dei partecipanti si è cimentato nella sua “riprogettazione”.<br />
<br />
Per prima cosa la sovraccoperta. Lavorando sul materiale, sulla forma, sul packaging, abbiamo creato un oggetto che avvolgesse il libro, dandogli una nuova veste e comunicando qualcosa di nuovo. Cosa è venuto fuori? Dagli aquiloni ai 33 giri, a semplici ma efficaci dorsi, i prodotti finali sono stati un&#8217;esplosione di idee e di modi diversi di interpretare la copertina di un libro.<br />

<a href="http://www.mokamour.com/img_contenuti/art_kubel/kubel11.jpg" title="" class="shutterset_singlepic12" >
	<img class="ngg-singlepic ngg-right" src="http://www.mokamour.com/wp-content/gallery/cache/12__260x_kubel11.jpg" alt="Henrik Kubel - Desig per... il libro" title="Henrik Kubel - Desig per... il libro" />
</a>
Esortati dal motto di Kubel: “<em>cercare soluzioni diverse per il medesimo problema</em>”, abbiamo continuato il progetto del restyling con l&#8217;interno del volume. Dopo aver scelto il formato, armati di carte, trapano, spago, cotone e via dicendo, abbiamo esplorato alcune delle infinite tecniche utilizzabili per tenere insieme le pagine di un volume, con risultati in alcuni casi davvero originali!<br />
<br />
La &#8220;fisicità&#8221; di questa esperienza così interessante si è manifestata anche attraverso una notevole stanchezza fisica. Ma la stanchezza è stata accompagnata da una certa soddisfazione nel vedere il proprio libro finito, progettato e allestito, sul tavolo assieme agli altri, pronto per il servizio fotografico!<br />
<br />
<strong>» <a href="http://www.aiap.it/designper" target="_blank">Il sito di Design per.</a><br />
» <a href="http://www.a2swhk.co.uk/" target="_blank">Il sito di Henrik Kubel (studio A2/SW/HK)</a></strong><br />
<br />

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							</a>
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<br />
<em>Si ringrazia l&#8217;AIAP per la gentile concessione a pubblicare le fotografie sul nostro sito.</em></p>
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		<title>Moose</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Dec 2009 08:00:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>_reda_</dc:creator>
				<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Grafica]]></category>
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Paul Curtis, aka Moose: un lavoretto pulito. Ha avuto un’idea geniale: produrre graffiti con tecnica a stencil a impatto zero. Semplicemente togliendo dai muri zone di annerimenti da smog o sporcizia o tagliando via croste di vecchi manifesti dalle superfici urbane. Tutto questo prende il nome di Reverse Graffiti Project, e diventa una campagna pubblicitaria [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://symbollix.com/" target="_blank"><img src="img_autori/moose.jpg" /></a></p>
<p>Paul Curtis, aka Moose: un lavoretto pulito. <br />Ha avuto un’idea geniale: produrre graffiti con tecnica a stencil a impatto zero. Semplicemente togliendo dai muri zone di annerimenti da smog o sporcizia o tagliando via croste di vecchi manifesti dalle superfici urbane. Tutto questo prende il nome di Reverse Graffiti Project, e diventa una campagna pubblicitaria per la Green Works, che produce e distribuisce smacchiatori ecologici. <br />Più che uno street artist Moose è sempre stato e continua ad essere un attivista, con le sue campagne di comunicazione sociale che sfruttano le tecniche di ambient marketing o le sue azioni più strettamente commerciali come quelle per Xbox e Smirnoff. <br />Il suo modo di fare street art parte dal principio etico del non creare effetti irreversibili sull’ambiente urbano. All’inizio gli agenti della polizia inglese non sapevano se perseguitarlo o starlo a guardare… per un po’ sono stati a guardare. <br />Lavora su superfici gigantesche, con stencil tagliati via da moduli di mdf poi ricomposti al momento “della pulizia”. <br />Fonda Simbollix nel 2003, una specie di marchio/agenzia che raccoglie tutto questo. E vengono un po’ le vertigini a pensare che tutto è iniziato da una spazzola per le scarpe, un secchio d’acqua e tanto olio di gomito.</p>
<p><strong>WEB: <a href="http://symbollix.com/" target="_blank">www.symbollix.com</a></strong></p>
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		<title>Julien De Repentigny</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 09:00:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessiodral</dc:creator>
				<category><![CDATA[America del Nord]]></category>
		<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
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Julien De Repentigny è un grafico di Montreal, Quebec, e dal Canada ci presenta un bran bel portfolio.
E&#8217; specializzato in caratteri tipografici, ma la sua creatività non si limita nel gestire mediante software le famiglie di font, le crenature e le interlinee. Realizza manualmente caratteri tipgrafici tridimenzionali utilizzando materie cartacee, colori acrilici e luci al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.visualadvice.com" target="_blank"><img src="http://www.mokamour.com/img_autori/JulienDeRepentigny.jpg" alt="Julien De Repentigny" /></a></p>
<p>Julien De Repentigny è un grafico di Montreal, Quebec, e dal Canada ci presenta un bran bel portfolio.<br />
E&#8217; specializzato in caratteri tipografici, ma la sua creatività non si limita nel gestire mediante software le famiglie di font, le crenature e le interlinee. Realizza manualmente caratteri tipgrafici tridimenzionali utilizzando materie cartacee, colori acrilici e luci al neon.<br />
Osservando i suoi lavori mi ritornano alla mente le creazioni del creativo Julien Vallèe (sempre di Montreal), ma Julien De Repentigny è più devoto ai caratteri tipografici e a tutte le leggi grafiche che ne derivano.</p>
<p><strong>WEB: </strong><a href="http://www.visualadvice.com" target="_blank"><strong>www.visualadvice.com</strong></a></p>
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		<title>Tadaomi Shibuya</title>
		<link>http://www.mokamour.com/tadaomi-shibuya</link>
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		<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 12:29:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessiodral</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asia]]></category>
		<category><![CDATA[Grafica]]></category>
		<category><![CDATA[Pittura]]></category>
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Eccoci al secondo appuntamento con Marvin. Questa è la recensione andata in onda il 17 novembre, durante la quinta puntata.
A Tokyo esistono 23 quartieri speciali nella parte più centrale e popolata. 23 municipalità che si autogovernano singolarmente, ma sebbene siano autonomi devono funzionare tutte insieme come un&#8217;unica entità urbana. Tra questi c&#8217;è il quartiere nominato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.tadaomishibuya.com" target="_blank"><img src="http://www.mokamour.com/img_autori/tadaomishibuya.jpg" alt="" /></a></p>
<p>Eccoci al secondo appuntamento con <strong>Marvin</strong>. Questa è la recensione andata in onda il 17 novembre, durante la quinta puntata.</p>
<p>A Tokyo esistono 23 quartieri speciali nella parte più centrale e popolata. 23 municipalità che si autogovernano singolarmente, ma sebbene siano autonomi devono funzionare tutte insieme come un&#8217;unica entità urbana. Tra questi c&#8217;è il quartiere nominato Shibuya, il più dinamico e originale grazie ai suoi palazzi ricoperti di mega schermi, gli innumerevoli negozi e i ragazzi che si mettono in mostra seguendo la moda del Cosplay (indossare costumi interpretando personaggi di fumetti e videogiochi).</p>
<p>Per coincidenza l&#8217;artista di cui andremo a parlare oggi si chiama Shibuya, Tadaomi Shibuya, nato in Giappone nel 1973 e non ci stupiamo se troviamo in lui uno stile unico e inconfondibile proprio come l&#8217;omonimo quartiere di Tokyo.<br />
Tadaomi è tra i pochi autori che non avrebbero bisogno di firmare le proprie opere perchè le opere stesse sono un segno inconfondibile legato a doppio nodo con la creatività dell&#8217;artista. Il suo stile è caratterizzato da una stilizzazione geometrica dei ritratti di persone e animali. Le sue linee si intrecciano dando vita a volti e corpi spigolosi, ma che nell&#8217;insieme donano un affascinante armonia.<br />
A prima vista i lavori di Tadaomi potrebbero sembrare delle semplici realizzazioni in computer grafica, ma osservando con attenzione si percepiscono quelle piccole imperfezioni pittoriche che rendono ancora più speciali i lavori di questo artista.<br />
Tadaomi Shibuya è fortemente influenzato dalla cultura Hip-Hop e molti suoi lavori sono stati realizzati per musicisti e magazine appartenenti a questa scena. Ha collaborato anche ad un video di DJ Uppercut, dove i suoi disegni vengono animati in 3D con un risultato decisamente interessante.<br />
Il suo sito personale è momentaneamente privo di opere, ma è possibile gustarsi i suoi lavori all&#8217;interno di <a href="http://www.myspace.com/tadaomishibuya">MySpace</a>.</p>
<p><strong>WEB: <a href="http://www.tadaomishibuya.com" target="_blank">www.tadaomishibuya.com</a></strong></p>
<div id="archivebox">
<strong>» <a href="http://www.marvinradio.it/site/podcast/item/220-puntata-05" target="_blank">Recensione scritta per MARVIN &#8211; Puntata 5 [17 novembre 2009]</a></strong>
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