Durante la seconda settimana dell’ottobre 2009 l’AIAP (Associazione Italiana Progettazione per la Comunicazione Visiva) è stata l’organizzatrice di Design Per. una tipologia di evento che è raro vedere nel Belpaese, anzi credo che sia stata l’unica volta che si siano dedicate così tante giornate al design grafico.
Durante il Design Per. sono stati molteplici i workshop, le mostre, le conferenze e i seminari con la presenza di oltre 50 professionisti che vi hanno preso parte per illustrare le varie discipline grafiche.
Dal 6 all’11 ottobre Napoli è stato l’ombelico del mondo della grafica e noi abbiamo il desiderio di condividere quella che è stata la nostra piccola esperienza all’interno di questo evento significativo parlandovi del workshop al quale abbiamo partecipato.
Design Per. Il libro è il workshop di Henrik Kubel (Danimarca classe 1972) che si è svolto dal 7 al 9 ottobre.
L’argomento affrontato è stato quello del design per l’editoria, nello specifico la progettazione del libro. La riflessione che ha introdotto il lavoro dei tre giorni di corso è stata scaturita dalla tavola rotonda che l’ha preceduto, durante la quale due designer, Kubel e Laura Morandini, e un editore, Marco Cassini di Minimum Fax, si sono incontrati e hanno discusso su: qual è il processo che porta alla creazione di un libro? Quali sono gli attori coinvolti?
La storia di un libro, prima di arrivare al lettore, coinvolge il lavoro di tante professionalità, che vanno da quella dell’autore a quella dell’editore, del tipografo a quella del progettista grafico. Compito di quest’ultimo è quello di ascoltare, raccogliere le istanze di tutti gli altri e portarle all’interno del progetto finale, lasciandole trasparire.
Dal momento in cui il libro si ritrova sullo scaffale di una libreria, il passo verso le mani del potenziale lettore è breve.
Ed è proprio sul contatto fisico che si è concentrato il lavoro che il “professor” Kubel ha fatto insieme a noi “studenti” durante il laboratorio. Per tre giorni, infatti, si è pensato al libro come ad una artefatto, un oggetto fisico. Un oggetto da guardare, da toccare, da sentire, da proteggere.
Niente computer, niente mouse, niente di niente…Solo forbici, carta e colla.
Il punto di vista è stato quello dell’allestitore. La preoccupazione maggiore è stata: come verrà rilegato e allestito il mio libro? La sperimentazione si è concentrata sulla creazione di nuove tecniche di rilegatura e di packaging. Superato lo spaesamento iniziale, e stringendo tra le mani il suo libro preferito, ognuno dei partecipanti si è cimentato nella sua “riprogettazione”.
Per prima cosa la sovraccoperta. Lavorando sul materiale, sulla forma, sul packaging, abbiamo creato un oggetto che avvolgesse il libro, dandogli una nuova veste e comunicando qualcosa di nuovo. Cosa è venuto fuori? Dagli aquiloni ai 33 giri, a semplici ma efficaci dorsi, i prodotti finali sono stati un’esplosione di idee e di modi diversi di interpretare la copertina di un libro.
Esortati dal motto di Kubel: “cercare soluzioni diverse per il medesimo problema”, abbiamo continuato il progetto del restyling con l’interno del volume. Dopo aver scelto il formato, armati di carte, trapano, spago, cotone e via dicendo, abbiamo esplorato alcune delle infinite tecniche utilizzabili per tenere insieme le pagine di un volume, con risultati in alcuni casi davvero originali!
La “fisicità” di questa esperienza così interessante si è manifestata anche attraverso una notevole stanchezza fisica. Ma la stanchezza è stata accompagnata da una certa soddisfazione nel vedere il proprio libro finito, progettato e allestito, sul tavolo assieme agli altri, pronto per il servizio fotografico!
» Il sito di Design per.
» Il sito di Henrik Kubel (studio A2/SW/HK)
Si ringrazia l’AIAP per la gentile concessione a pubblicare le fotografie sul nostro sito.













