James-White-Signalnoise
James-White-Signalnoise

James White (Signalnoise)

Per questo articolo tenete sotto mano il vostro lettore mp3 e iniziate ad indossare la tuta fluorescente di Tron. Mokamour ha intervistato il grafico canadese James White, costantemente ispirato dalle regole del disegno svizzero degli anni 50 e 60.

» Il sito di James White
» Recensione di Mokamour su James White

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Prima di iniziare con l’intervista vera e propria, suggerisci ai lettori un album musicale che possa essere in sintonia con i tuoi lavori e che ci possa accompagnare durante l’intervista.
Questa è una domanda tosta perchè la musica che ascolto non si riflette così tanto nelle mie opere. Sono un metallaro, ma se dovessi scegliere un album che potesse sincronizzarsi al meglio con le mie opere forse sceglierei qualcosa degli UNKLE, dei Daft Punk o, ovviamente, dei Justice.

Chi è James White?
Sono un visual artist che vive ad Halifax, Nuova Scozia, Canada. Mi sono laureato con lode in Design Grafico ed in Tecnologia Interattiva nel 1998 e lavoro nel campo del design per la stampa ed il web da 10 anni. Per tutto questo tempo ho continuato a produrre i miei progetti d’arte personali nel tempo libero, imparando nuove tecniche e affinando le mie abilità. Il mio sito personale, Signalnoise.com, è la piattaforma dove mostro il mio lavoro.

Qual’è stato il tuo percorso professionale?
Dopo essermi laureato nel 1998 sono stato immediatamente assunto nel campo del design di siti web e da quel momento ho cominciato a lavorare, fino ad oggi. Ho lavorato per molte compagnie durante questo percorso. Nel frattempo non mi sono mai fermato nel portare avanti le mie produzioni personali nel tempo libero, il che mi ha aiutato a costruire un vasto portfolio sia professionale che personale.

Redbulletin magazine cover

Il tuo immaginario si discosta molto dal mondo “terreno” in cui siamo soliti vivere. Ma James White come si trova “sul pianeta terra”? Com’è il tuo rapporto con la città in cui vivi?
Sono abbastanza conscio dei problemi d’inquinamento che stanno affliggendo il nostro pianeta e spero che questo si rifletta in maniera più presente nelle mie opere future.
Halifax è un’ottima città in cui vivere, ma non direi di far parte di alcuna scena artistica qui. Ho molti amici talentuosi e creativi, quindi cerco di tenermi entro il mio circolo.

Osservando i tuoi lavori si nota immediatamente una forte influenza dagli anni 70 senza perdere mai di vista la fine dei 60 e gli 80 illuminati al neon. Cosa in particolare ti ispira di quegli anni?
Sono ispirato dai tempi del periodo in cui sono cresciuto. Quand’ero bambino ero un patito di cartoni animati, giocattoli, cereali, film, tutto ciò che comprendeva personaggi fantasiosi e colori brillanti. Come risultato sono finito a disegnare i miei personaggi preferiti ogniqualvolta ne avevo l’occasione. Questo mi ha consentito di riguardare a quei tempi come una pura fonte d’ispirazione, usando degli stili che adesso sono praticamente “ritornati” nelle mie opere.

Il tuo “technicolor manierista” vuol essere uno sfogo nostalgico o cos’altro?
E’ molto legato alla nostalgia, ma voglio associarlo ad una forte sensibilità svizzera di disegno. Produrre un effetto pulito è una cosa, un’altra è cercare ogni volta di racchiudere questo effetto usando la tipografia o dei loghi in maniera semplice. Ho sempre apprezzato lo stile dei disegni svizzeri tipico degli anni ’50-’60 e le loro regole e vincoli sono un’altra influenza sul mio lavoro.

Solid gold bomb

Quanto tempo impieghi per creare una tua immagine e qual’è il tuo processo creativo?
L’ammontare del tempo impiegato tende a variare da lavoro a lavoro. Posso metterci mediamente dalle 2 alle 10 ore per un dato lavoro ma, basandomi sulle molte sperimentazioni che faccio durante ogni realizzazione, non c’è davvero modo di quantificare il tempo in maniera sicura.
Molte delle mie lavorazioni cominciano dagli schizzi, i quali possono ammontare fino a più di 40 prima che ne ricavi qualcosa da cui pensare di trarre un lavoro. Quindi faccio alcuni disegni dimostrativi su Illustrator usando semplici blocchi per vedere quale sarà l’effetto della composizione generale. Dopodiché costruisco tutti gli elementi vettoriali di cui ho bisogno ed assemblo tutto quanto in Photoshop, aggiungendo qui anche il colore, le texture ed i vari effetti. Ogni passo che seguo porta con sè un livello differente di sperimentazione, quindi due lavori diversi non potranno mai seguire lo stesso processo esecutivo.

Quale progetto stai portando avanti in questo momento?
Ho appena finito alcuni lavori come freelance per VH1 Latin America e Computer Arts magazine. Adesso sto collaborando in un progetto di personalizzazione di una specie di giocattolo fatto ad uncinetto assieme ad un mio amico davvero pieno di talento, e sto anche progettando una linea di giocattoli personalizzati di vinile che spero di produrre in futuro. Al di sopra di tutto sto lavorando all’impostazione del mio secondo libro.

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Sfruttando il servizio print on demand (stampa su richiesta) della Blurb, hai pubblicato un tuo libro intitolato “Signalnoise: The art of James White”. Cos’è e per quale motivo hai sentito l’esigenza di creare questa retrospettiva quasi decennale?
Ho un portfolio abbastanza grande che ho creato in questi anni e ho voluto radunarne il contenuto tutto in un’unico posto e offrirlo come prodotto. E’ stata la maniera di rendere il mio lavoro rilevante verso un singolo proposito, la mia prima pubblicazione a nome Signalnoise. Come già detto, il mio secondo libro verrà tratto dai lavori che portano dentro essi tutto il mio lavoro cosmico-retrò.

Quali sono i siti che frequentati maggiormente?
Josh Spear
Smashing Magazine
ISO50
Drawn!
Canadian Design Resource

Duosseudo

Al di fuori di ciò che è la tua professione, hai altre passioni? Cosa ti piace fare nel tempo libero?
Il mio tempo libero viene prevalentemente consumato dalle mie opere, tuttavia gioco ad un sacco di videogiochi quando ne ho la possibilità, sono un uomo-Nintendo. Leggere fumetti è sempre stata una delle cose che più preferisco fare. Mi piace anche uscire e andare a vedere un po’ di concerti rock locali.

Cosa ti piacerebbe che accadesse nei tuoi prossimi 10 anni?
Essenzialmente, mi piacerebbe avere e gestire uno studio tutto mio. Niente di grande, solo un qualcosa di grande a sufficienza da permettermi di lavorare con i clienti con cui voglio lavorare, che mi lasci abbastanza tempo per continuare la mia linea d’arte personale. Vorrei anche estendere il mio stile al di fuori della sola stampa, ad esempio disegnando giocattoli, facendo installazioni, ecc.

Vuoi dire qualcosa in particolare agli italiani che seguono Mokamour?
Spero di venire presto a visitare il vostro adorabile paese :), davvero molte grazie per tutto il supporto.

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Alessio Nunzi

Alessio Nunzi

Alessio Nunzi è nato a Roma dove vive e lavora.
Dal 2002 lavora nel mondo delle arti visive crescendo professionalmente come graphic designer, art director e illustratore.
Il suo interesse per le nuove tecnologie lo porta ad occuparsi anche di web, progettando e realizzando siti e materiali grafici per i social media, sviluppando strategie di comunicazione online.
www.dral.net
Alessio Nunzi