Ammiro davvero molto la giovane illustratrice Sanna Annukka: la sua biografia è invidiabile (da piccola passava le estati a nuotare e campeggiare con i genitori nelle foreste dell’isola di Paltaniemi, in terra finlandese), come pure il suo stile colorato e minimalista, rigoroso ma traboccante di una vitalità atavica.
Le sue composizioni sono bellissimi “tetris” di figure naturali o raffiguranti scene tratte dal Kalevala (raccolta di canti della tradizione epica finlandese), affidate alle poche cromie che ottiene dalla serigrafia, tecnica prediletta che dona un tocco vibrante ai colori usati.
Sin dal 2005 Sanna lavora come illustratrice, ma sfido chiunque a non vedere un deciso gusto grafico nei suoi lavori.














